Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) Vedi link http://italianrevolution-roma.blogspot.com/2011/09/15-ottobre-united-for-global-change.html
mercoledì 5 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Domenica sera al TeTe, anteprima di "Modena al cubo" video inchiesta di Gabriele Veronesi.
La proiezione del documentario è prevista per Domenica 9 Ottobre alle ore 21.30, presso il Teatro Tempio di viale Caduti in Guerra 192 a Modena. Seguirà un dibattito moderato da giornalista Stefano Aurighi, in cui verrà dato spazio agli interventi del pubblico.
L’invito è esteso a tutta la cittadinanza, l’ingresso è gratuito.
Per chi volesse segnalare la propria adesione può farlo tramite l’evento su Facebook o contattando Gabriele Veronesi tramite la mail che trovate al sito del progetto www.modena3.it.
Un documentario interessante sulla nostra città, sulle più recenti vicende urbanistiche, importante da vedere perché è indispensabile conoscere per partecipare.
L’invito è esteso a tutta la cittadinanza, l’ingresso è gratuito.
Per chi volesse segnalare la propria adesione può farlo tramite l’evento su Facebook o contattando Gabriele Veronesi tramite la mail che trovate al sito del progetto www.modena3.it.
Un documentario interessante sulla nostra città, sulle più recenti vicende urbanistiche, importante da vedere perché è indispensabile conoscere per partecipare.
lunedì 3 ottobre 2011
Lettera di Luca De Pietri a Boschini
Gentile Boschini,
Ho letto sulla Gazzetta di Modena di oggi le sue legittime, quanto a mio parere non condivisibili, osservazioni nei confronti dell’arch. Righi Ezio e del suo ostinato e puntuale commento alle scelte urbanistiche della giunta.
Un giudizio, il suo, che non condivido nel merito e nel metodo, ma che definisce con chiarezza la posizione del PD di Modena che lei rappresenta. Quasi che la posizione dell’arch.tto Righi non fosse stata mai espressa all’interno dei forum del PD o nelle diverse istanze ed opportunita’ di confronto interno, se possibile.
Per chi come me ,e’ iscritto al pd dalla sua fondazione dispiace dover constatare che a 8 mesi dalla nascita di Modena Attiva, dopo mesi di confronti anche aspri, decisi , ma nel merito e mi darà atto senza altri motivi del battersi in cio’ che e’ giusto, non solo e’ continuato il disinteresse, anzi s’e’ ulteriormente liquidato il tema del dissenso con apparente sufficienza, ma nel profondo con una decisa volonta’ di emarginazione, per me come per altri nessuna possibilita’ di dialogo, tranne con alcuni amici come Trande,Vecchi, o Casadei e la segretaria del mio circolo, persone a cui confermo la mia stima e amicizia.
Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali (scuola private, omofobia,ma anche Afghanistan,guerra in libia), alla gestione di processi politici locali e nazionali (referendum su acqua e nucleare o sul tema dell’inceneritore e dei rifiuti). Molte delle persone, come me provenienti da ambiti diversi da ds e margherita che si erano avvicinate al progetto del Pd si erano illusi che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione, di partecipare ad un laboratorio in costruzione di un’identita’ di alternativa non solo al Berlusconismo, ma piu’ ambiziosamente a un’idea di sinistra, di equita’e giustizia, con attenzione ed ascolto per le idee innovative che pur circolano in europa nella cultura riformista ed ecologista. Una delle prime domande che ci siamo posti alla nascita di MA era quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Questa emarginazione non ha certo offeso né me , tantomeno credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo tuttavia se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente. Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee.
Poi e’ evidente che il partito perde quella capacita’ di incidere sulle politiche di giunta o di governo ,se le spinte di proposte innovative non escono dallo slogan propagandistico invece per dimostrare che un’altra idea di societa e' possibile’, poco e’ uscito dal convegno sul lavoro come disegno strategico, quindi molto dall’illusoria e superficiale proposta locale “piu’ si costruisce piu’ lavoro c’e’”.
Ancora assisto ai balletti delle alleanze, quasi interessi solo vincere, piuttosto che convincere su un progetto di idee condivise. Il punto e’ proprio ,che e’ con questa lente che il pd o almeno la sua classe dirigente, legge la societa’ ed i suoi mutamenti. Dovevamo attendere il 2011 per accorgerci di un precariato disperato e debole?di un'ingiustizia generazionale sul riconoscimento dei diritti al lavoro come ad una pensione giusta? Dovevamo aspettare Penati o Tedesco per declinare con chiarezza la distanza tra affari e politica? Dovevamo attendere fukushima per un giudizio chiaro sul nucleare o meglio su una chiara strategia energetica? Ancora chiedo il rinnovamento della classe dirigente del partito e delle sue rappresentanze quali disastri deve ancora attendere,e quali occasioni perdere?
Vede caro Boschini, io pensavo che il clamore e le adesioni su un semplice “urlo di partecipazione” che Modena Attiva aveva lanciato anche nella ns citta’ fosse colto con capacita’ di ascolto ,ma non e’ stato cosi’. Altri hanno raccolto questa volonta’ di discussione e cambiamento,ma non il mio partito in altalena costante tra l’anatema ed il bonario “suvvia state buoni”.
Il pd e’ costituito da un composito popolo di straordinaria indulgenza, capacita’ e coraggio ,non leggo aime’ nella sua classe dirigente con le debite eccezioni quella capacita’ di “mettersi in cammino” a cui faceva riferimento Veltroni alla nascita del pd, cioe’ di avviare un profondo rinnovamento culturale e politico in grado di fornire il senso di appartenenza ad un progetto politico condiviso, forse perche' in fondo non lo pensava davvero.
Ho assistito a straordinari balletti da vecchia politica, anche nella mia citta’ in un confuso rapporto tra eletti e partito, la trasfigurazione di quella che e’ stata a Modena la buona amministrazione che spesso addirittura al contrario, faceva sintesi,di buona politica, nelle alleanze di governo della citta’, anche oltre i partiti che la sostenevano.
Cosi’ fu per il sindaco Barbolini nella pluralita’ di esperienze che componevano le sue giunte, ma non per Pighi dopo la nascita del pd e questo e’ un fatto non casualmente voluto.
L’incapacita’ di incidere del pd modenese sulla disastrata giunta Pighi e’ il sintomo di una debolezza non sua personale Boschini , ma strutturale del pd stesso, dove purtroppo straordinarie oligarchie di poteri dentro e fuori il partito ne indeboliscono il ruolo e la “portanza” politica. Non e’ un caso che infatti corrisponda all’agire politico della giunta che pur sostengo, la “cabala degli interessi” estranei spesso ai bisogni, dobbiamo costruire di piu’ incenerire di piu’, consumare di piu’ ecc
Disattendendo quell’atteggiamento virtuoso e corretto della sobrieta’ alla base della cultura contadina della gente della ns citta’, del consumare meno e meglio nell’interesse comune, ed anche tradurre le necessita’ del bene comune in opportunita’ per la crescita, l’occupazione,il vivere bene in un’ambiente migliore e piu’ sano.
La scelta dell’incenerimento e di una strategia sui temi dell’ambiente declinata da Hera e’ una contraddizione evidente e palese, cosi’ come un psc fatto per i costruttori invece che per i cittadini, non basta ora assieparsi dietro la richiesta di hausing sociale per convincere a costruire nelle zone a servizi, perche’ queste scelte le avevate gia’ in cantiere ben prima della crisi e con franchezza con ben altri obiettivi. La performante abitudine dell’Assessore alle urbanizzazioni di costruire laddove e’ possibile e anche dove no, per buona pace della mancanza di una strategia piu’ ampia e coerente dei confini del Comune di Modena, e’ il sintomo evidente di una mancanza di visione strategica di ampio respiro, senza la quale prende forma solo la richiesta di chi ha potere e forza di chiedere, rispetto chi questo potere , questa forza non ha .
Questo aspetto di mancanza di governance, di strategie “alte” , nella confusione di ruoli tra eletti , nominati nelle giunte e negl’enti o societa’ di servizi e partito,crea incertezza programmatica.Piu' sono riststretti i limiti nell’orrizzonte culturale di riferimento, piu evidente e' la debolezza della funzione del partito. Tutta questa confusione, accompagnata da una crisi economica che mina fortemente le capacita’ delle pubbliche amministrazioni, e’ un segnale che afferma che la giunta della citta’ abbisognerebbe di un profondo adeguamento , anziche’ aggiustamenti di maniera, un di piu’ appunto, come intende il Sindaco,risposte deboli appunto su cui il partito non puo' incidere piu' di tanto.
Non pretendo ovviamente che lei risponda gentile Boschini a queste mie spontanee riflessioni , quanto piuttosto per correttezza ,addurre alcuni motivi nel confermarle x coerenza le mie dimissioni dal PD modenese, restituendo la tessera al segretario del mio circolo.
Con stima
Luca De Pietri
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Ho letto sulla Gazzetta di Modena di oggi le sue legittime, quanto a mio parere non condivisibili, osservazioni nei confronti dell’arch. Righi Ezio e del suo ostinato e puntuale commento alle scelte urbanistiche della giunta.
Un giudizio, il suo, che non condivido nel merito e nel metodo, ma che definisce con chiarezza la posizione del PD di Modena che lei rappresenta. Quasi che la posizione dell’arch.tto Righi non fosse stata mai espressa all’interno dei forum del PD o nelle diverse istanze ed opportunita’ di confronto interno, se possibile.
Per chi come me ,e’ iscritto al pd dalla sua fondazione dispiace dover constatare che a 8 mesi dalla nascita di Modena Attiva, dopo mesi di confronti anche aspri, decisi , ma nel merito e mi darà atto senza altri motivi del battersi in cio’ che e’ giusto, non solo e’ continuato il disinteresse, anzi s’e’ ulteriormente liquidato il tema del dissenso con apparente sufficienza, ma nel profondo con una decisa volonta’ di emarginazione, per me come per altri nessuna possibilita’ di dialogo, tranne con alcuni amici come Trande,Vecchi, o Casadei e la segretaria del mio circolo, persone a cui confermo la mia stima e amicizia.
Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali (scuola private, omofobia,ma anche Afghanistan,guerra in libia), alla gestione di processi politici locali e nazionali (referendum su acqua e nucleare o sul tema dell’inceneritore e dei rifiuti). Molte delle persone, come me provenienti da ambiti diversi da ds e margherita che si erano avvicinate al progetto del Pd si erano illusi che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione, di partecipare ad un laboratorio in costruzione di un’identita’ di alternativa non solo al Berlusconismo, ma piu’ ambiziosamente a un’idea di sinistra, di equita’e giustizia, con attenzione ed ascolto per le idee innovative che pur circolano in europa nella cultura riformista ed ecologista. Una delle prime domande che ci siamo posti alla nascita di MA era quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Questa emarginazione non ha certo offeso né me , tantomeno credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo tuttavia se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente. Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee.
Poi e’ evidente che il partito perde quella capacita’ di incidere sulle politiche di giunta o di governo ,se le spinte di proposte innovative non escono dallo slogan propagandistico invece per dimostrare che un’altra idea di societa e' possibile’, poco e’ uscito dal convegno sul lavoro come disegno strategico, quindi molto dall’illusoria e superficiale proposta locale “piu’ si costruisce piu’ lavoro c’e’”.
Ancora assisto ai balletti delle alleanze, quasi interessi solo vincere, piuttosto che convincere su un progetto di idee condivise. Il punto e’ proprio ,che e’ con questa lente che il pd o almeno la sua classe dirigente, legge la societa’ ed i suoi mutamenti. Dovevamo attendere il 2011 per accorgerci di un precariato disperato e debole?di un'ingiustizia generazionale sul riconoscimento dei diritti al lavoro come ad una pensione giusta? Dovevamo aspettare Penati o Tedesco per declinare con chiarezza la distanza tra affari e politica? Dovevamo attendere fukushima per un giudizio chiaro sul nucleare o meglio su una chiara strategia energetica? Ancora chiedo il rinnovamento della classe dirigente del partito e delle sue rappresentanze quali disastri deve ancora attendere,e quali occasioni perdere?
Vede caro Boschini, io pensavo che il clamore e le adesioni su un semplice “urlo di partecipazione” che Modena Attiva aveva lanciato anche nella ns citta’ fosse colto con capacita’ di ascolto ,ma non e’ stato cosi’. Altri hanno raccolto questa volonta’ di discussione e cambiamento,ma non il mio partito in altalena costante tra l’anatema ed il bonario “suvvia state buoni”.
Il pd e’ costituito da un composito popolo di straordinaria indulgenza, capacita’ e coraggio ,non leggo aime’ nella sua classe dirigente con le debite eccezioni quella capacita’ di “mettersi in cammino” a cui faceva riferimento Veltroni alla nascita del pd, cioe’ di avviare un profondo rinnovamento culturale e politico in grado di fornire il senso di appartenenza ad un progetto politico condiviso, forse perche' in fondo non lo pensava davvero.
Ho assistito a straordinari balletti da vecchia politica, anche nella mia citta’ in un confuso rapporto tra eletti e partito, la trasfigurazione di quella che e’ stata a Modena la buona amministrazione che spesso addirittura al contrario, faceva sintesi,di buona politica, nelle alleanze di governo della citta’, anche oltre i partiti che la sostenevano.
Cosi’ fu per il sindaco Barbolini nella pluralita’ di esperienze che componevano le sue giunte, ma non per Pighi dopo la nascita del pd e questo e’ un fatto non casualmente voluto.
L’incapacita’ di incidere del pd modenese sulla disastrata giunta Pighi e’ il sintomo di una debolezza non sua personale Boschini , ma strutturale del pd stesso, dove purtroppo straordinarie oligarchie di poteri dentro e fuori il partito ne indeboliscono il ruolo e la “portanza” politica. Non e’ un caso che infatti corrisponda all’agire politico della giunta che pur sostengo, la “cabala degli interessi” estranei spesso ai bisogni, dobbiamo costruire di piu’ incenerire di piu’, consumare di piu’ ecc
Disattendendo quell’atteggiamento virtuoso e corretto della sobrieta’ alla base della cultura contadina della gente della ns citta’, del consumare meno e meglio nell’interesse comune, ed anche tradurre le necessita’ del bene comune in opportunita’ per la crescita, l’occupazione,il vivere bene in un’ambiente migliore e piu’ sano.
La scelta dell’incenerimento e di una strategia sui temi dell’ambiente declinata da Hera e’ una contraddizione evidente e palese, cosi’ come un psc fatto per i costruttori invece che per i cittadini, non basta ora assieparsi dietro la richiesta di hausing sociale per convincere a costruire nelle zone a servizi, perche’ queste scelte le avevate gia’ in cantiere ben prima della crisi e con franchezza con ben altri obiettivi. La performante abitudine dell’Assessore alle urbanizzazioni di costruire laddove e’ possibile e anche dove no, per buona pace della mancanza di una strategia piu’ ampia e coerente dei confini del Comune di Modena, e’ il sintomo evidente di una mancanza di visione strategica di ampio respiro, senza la quale prende forma solo la richiesta di chi ha potere e forza di chiedere, rispetto chi questo potere , questa forza non ha .
Questo aspetto di mancanza di governance, di strategie “alte” , nella confusione di ruoli tra eletti , nominati nelle giunte e negl’enti o societa’ di servizi e partito,crea incertezza programmatica.Piu' sono riststretti i limiti nell’orrizzonte culturale di riferimento, piu evidente e' la debolezza della funzione del partito. Tutta questa confusione, accompagnata da una crisi economica che mina fortemente le capacita’ delle pubbliche amministrazioni, e’ un segnale che afferma che la giunta della citta’ abbisognerebbe di un profondo adeguamento , anziche’ aggiustamenti di maniera, un di piu’ appunto, come intende il Sindaco,risposte deboli appunto su cui il partito non puo' incidere piu' di tanto.
Non pretendo ovviamente che lei risponda gentile Boschini a queste mie spontanee riflessioni , quanto piuttosto per correttezza ,addurre alcuni motivi nel confermarle x coerenza le mie dimissioni dal PD modenese, restituendo la tessera al segretario del mio circolo.
Con stima
Luca De Pietri
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venerdì 23 settembre 2011
Orti ai giovani
Lo disse durante un’intervista Luca Cordero di Montezemolo una decina di anni fa “La ricchezza del futuro sarà il tempo”. Non sapeva però quanti “ricchi” avremmo avuto nel nuovo secolo: disoccupati, inoccupati, cassintegrati, lavoratori in mobilità, rifugiati. Peccato che tutta questa ricchezza a loro disposizione, al pari dell’oro, non si mangi. E peccato anche che in questo 1° Mondo si sia perso il contatto più semplice e profondo con ciò che viene prima del prodotto e dei quattrini per comprarlo: la terra, la terra agricola, ricca e generosa del nostro territorio. La nostra terra si è trasformata in lotti, lotti da urbanizzare; la terra agricola, in ambito regionale soprattutto a Modena, è stata divorata dal cemento. Ma questa ormai è storia, rigida e cristallizzata, su cui in buona parte non si può più fare nulla. Quello che invece si può fare è di stoppare le ruspe, i cantieri, i lavori per costruire ciò che ormai non si vende più e ridare un po’ di spazi e di saperi a chi lo desidera. Si può occupare il tempo, che quando si ha per costrizione, per mancanza di possibilità, diventa una prigione e dare orti ai giovani, e non solo agli anziani. Si può progettare di vivere a Modena e avere un po’ di terra vicino alla città per coltivare la verdura per la propria famiglia; si può riportare alla vita un campo che sembrava morto. Tutto questo può progettarlo un’amministrazione che si interessa allo stato di benessere dei cittadini, come piccolo segno, leggero, ma duraturo. Non crea posti di lavoro, ma aiuta il bilancio familiare e può togliere da stati di inerzia pericolosi per l’essere umano e per la società, valorizza il senso del lavoro in se stesso, come attività umana qualificante e non esclusivamente come fonte di reddito. E anche questo è Welfare il cui significato, vale la pena ricordarlo, è quello di benessere, non di assistenza.
Paola Aime
sabato 17 settembre 2011
Puliamo il mondo
Iniziativa di Legambiente al Parco Ferrari. Domenica 25 settembre ore 15 - 19. Puliamo mondo
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Location:Parco Ferrari Modena
Goodbye Piscina?
Goodbye Piscina? La voce che l'ufo atterrato nel parco l'anno scorso sia definitivamente decollato e si trovi parcheggiato in un'orbita interplanetaria esterna al sistema solare si fa sempre più insistente. I "bene informati" sono sicuri che, complice la crisi, le critiche, i vari problemi, presto l'istruttoria si concluderà con un pronunciamento se non di bocciatura di rinvio a tempi futuri. Sara' vero? Vedremo. Noi non abbiamo fretta, aspettiamo pazienti che il Consiglio Comunale si pronunci, sperando che si possa passare dalla piscina al parco e che, anche se con poche risorse, si lavori per la tutela e il rilancio del principale polmone di verde della nostra città.
giovedì 1 settembre 2011
Io non ci sto. Di Germano Bulgarelli

Una denuncia senza precedenti, che invita a riflettere e a prendere posizione sulle vicende urbanistiche modenesi. Per saperne di più scarica il testo integrale della sua lettera aperta alla città: Lettera aperta alla città
Per vedere la stampa: Rassegna stampa
Germano Bulgarelli (1933), laureato in Giurisprudenza, ha una lunga esperienza nel governo del territorio.
Per vedere la stampa: Rassegna stampa
Germano Bulgarelli (1933), laureato in Giurisprudenza, ha una lunga esperienza nel governo del territorio.
Assessore all’urbanistica del Comune di Modena dal 1964 al 1970, diresse la formazione del piano regolatore del 1965, pietra miliare dell’elaborazione culturale urbanistica in ambito nazionale.
Dal 1972 al 1980 guidò come Sindaco la fase di più intenso sviluppo economico, sociale e urbanistico nella storia di Modena, inaugurando politiche assolutamente innovative nell’istruzione, nei servizi, nell’ambiente, nell’offerta senza precedenti di aree comunali per lo sviluppo abitativo e produttivo: politiche tutte condivise e sostenute dall’unanime intesa di tutti i dieci comuni circostanti (il Comprensorio).
Ha concluso la sua esperienza di amministratore pubblico come Assessore al Bilancio e Programmazione della Regione Emilia-Romagna, carica che ha ricoperto dal 1980 al 1987.
Dal 1972 al 1980 guidò come Sindaco la fase di più intenso sviluppo economico, sociale e urbanistico nella storia di Modena, inaugurando politiche assolutamente innovative nell’istruzione, nei servizi, nell’ambiente, nell’offerta senza precedenti di aree comunali per lo sviluppo abitativo e produttivo: politiche tutte condivise e sostenute dall’unanime intesa di tutti i dieci comuni circostanti (il Comprensorio).
Ha concluso la sua esperienza di amministratore pubblico come Assessore al Bilancio e Programmazione della Regione Emilia-Romagna, carica che ha ricoperto dal 1980 al 1987.
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