giovedì 10 novembre 2011

Firma il manifesto per la tutela dell'acqua




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Sostieni il manifesto per l'acqua e la richiesta al Sindaco Giorgio Pighi di sospendere le costruzioni sui campi acquiferi e dare priorità al piano di tutela delle falde.

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martedì 8 novembre 2011

10 Domande all'Amministrazione dal Villaggio Giardino

Il Comitato Villaggio Giardino alla luce dei tre comunicati (non ne bastava uno per dire la stessa cosa, nello stesso modo confuso e generico?) e dell’improvvisa conferenza stampa convocata d’urgenza dal Comune di Modena, subito dopo aver appreso la notizia dell’assemblea di domani 9 novembre sulla tutela delle acque modenesi, organizzato da Modena Attiva e dallo scrivente Comitato intende sottoporre all’Amministrazione comunale i seguenti dieci quesiti:

1. Se come si legge nel comunicato ‘allo stato attuale non sussistono situazioni di criticità di qualità e di quantità del sistema idropotabile modenese’ perché l’Amministrazione ha deciso improvvisamente di convocare una conferenza stampa annunciando la potabilizzazione del Secchia di cui – come testimonia la lettera all’Ato non esiste alcuno studio tecnico?
2. L’Amministrazione può spiegare con chiarezza e trasparenza se questo famigerato tavolo tecnico con ‘stimate professionalità nei settori delle pubbliche amministrazioni, del mondo universitario, dei gestori’ esiste veramente e ha prodotto questo cosiddetto ‘Masterplan’ (parola inesistente nei vocabolari d’inglese) oppure come lo stesso Assessore Arletti sostiene nel suo stesso comunicato la formazione di questo tavolo tecnico è un invito che il Comune fa all’Ato?
3. L’assessore responsabile dell’ambiente è a conoscenza del fatto che la competenza in materia di acque è della Provincia, di Ato e della Regione?
4. Se il nostro piano delle acque del 1981 – uno dei primi in Europa, apprezzato a livello internazionale - come scrive l’Assessore ‘è ancora attuale e non ha perso di validità’ perché si vuole cambiarlo? A che pro e in ragione di quali trasformazioni?
5. Nei diversi comunicati e nella conferenza stampa il Sindaco e l’Assessore Arletti hanno assicurato che i pozzi esistenti di via Cannizzaro e via Aristotele sono essenziali per il nostro approvvigionamento idrico: perchè invece l’Assessore Sitta ha pubblicamente detto che verranno chiusi?
6. Qual è stata l’ultima seduta del Tavolo dei nitrati? Da chi è composto questo organismo? Quali sono gli studi prodotti?
7. Perché Hera e il Comune hanno deciso di tagliare il progetto di trattamento dei nitrati nell’acquedotto di via Cannizzaro?
8. Perché l’Amministrazione continua ad affermare che l’area verde dei pozzi acquiferi di via Cannizzaro è ‘edificabile da sempre’ mentre ciò non risponde al vero, secondo quanto previsto nel PRG ancora vigente del 1989, ogni giorno stravolto dalle numerose devastanti varianti?
9. Se non esiste ancora un piano di potabilizzazione del Secchia come può l’Amministrazione sostenere che questa ipotesi sarà a costi sostenibili per la comunità, senza aumentare le bollette di Hera?
10. L'assessore Arletti è sicura d'interpretare lo spirito referendario presentando alla città un piano pensato da Hera SPA – così ha dichiarato alla stampa l’Assessore Sitta - società di capitale quotata in borsa il cui obiettivo naturale è fare profitti?
11. Infine l'Amministrazione comunale è in grado di mostrarci quali aree sarebbero disponibili dopo la cementificazione di oltre 650 alloggi previsti su via Cannizzaro e via Aristotele in quella zona, la più ricca d'acqua di tutto il territorio modenese?

Ci auguriamo che il Comune possa rispondere tempestivamente e con precisione alle questioni poste dal Comitato nell’interesse di tutti i cittadini modenesi.

Grazie mille

Il Comitato Villaggio Giardino

giovedì 3 novembre 2011

La bevo o no?

Cosa sta succedendo alla nostra acqua? Ci costruiamo sopra, chiudiamo i pozzi di Cannizzaro, spostiamo i pozzi a ovest, purifichiamo l'acqua del Secchia, non estraiamo più dai pozzi di via panni ma millantiamo l'esigenza di realizzare pozzi barriera. Insomma l'unica cosa certa e' che c'è troppa confusione. E così, guardando scorrere l'acqua del Sindaco dal rubinetto mi domando: la bevo o no?


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lunedì 31 ottobre 2011

La guerra ai pozzi

Nel 1984 una norma urbanistica del Comune di Modena decide di definire un’area di tutela delle falde acquifere attorno ai pozzi. Il motivo è semplice: il comune ritiene di dover tutelare l’acqua che beviamo evitando di costruire in una fascia di rispetto. La città cresce attorno a queste aree, destinate a servizi generali, che restano aree libere, e sempre più appetibili.
Oggi, nel 2011, qual è la situazione dei pozzi di Modena?
I pozzi di via Panni non sono più utilizzati perché hanno superato i limiti dei nitrati, ben oltre i 50 mg per litro. Un problema serio che dovremmo inserire nelle nostre priorità. Vicino ai pozzi di Marzaglia abbiamo realizzato cave e costruito una pista automobilistica.
Sui pozzo di via Aristotele, che sono nella stessa aree di tutela di quelli di via Cannizzaro, gestiti da Aimag, che danno da bere a 180.000 abitanti nella bassa, si prevede di costruire oltre 400 alloggi.
Sui pozzi di via Cannizzaro che danno da bere a Modena, si prevede di costruire oltre 200 appartamenti.
Si prevede che per l’acqua ci saranno grandi conflitti, ma qui pare che la guerra si faccia ai pozzi.


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giovedì 27 ottobre 2011

Acqua e politica. Tutela delle falde ieri, oggi e domani. 9/11 sala Marie Curie

Mercoledì 9.11.2011 ore 21
Sala Marie Curie Circoscrizione 4, 
Villaggio Giardino Via Marie Curie, 22

Serata di confronto e discussione

• Adriano Zavatti
Le risorse idriche modenesi e le politiche di pianificazione
• Paolo Silingardi
Manifesto per la tutela dei campi acquiferi

Ampio spazio al dibattito e alla partecipazione

Un’occasione per discutere delle relazioni tra pianificazione, urbanistica e ambiente, con un'attenzione particolare all'acqua, bene comune primario da tutelare, conservare e garantire, in qualità e quantità, oggi e domani.

Perché prima di fare è utile pensare, discutere, confrontarsi, parlare.

sabato 8 ottobre 2011

Quando serve bisogna saper dire no.


Non servirà, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma noi diciamo da tempo si ai PEEP, si all’affitto, no all’approvazione indiscriminata di tutte le aree F. Non ci pare una posizione difficile da comprendere. Vogliamo discutere nel merito delle singole zone e poter esprimere giudizi puntuali e motivati, perché quando un’area diventa edificabile non è più possibile tornare indietro. Molti di noi hanno dimostrato concretamente la loro capacità di dire si. Oggi però, come ha ricordato Germano Bulgarelli, bisogna sul tema urbanistica essere molti vigili e saper dire, quando serve, no.

Costruire in via Cannizzaro e via Aristotele, sui pozzi di Modena e Carpi, che alimentano ben 360.000 persone, ipotizzandone la chiusura e senza avere studiato alternative concrete è una scelta sbagliata, che contrasta con 30 anni di pianificazione e tutela ambientale. E’ evidente il gioco retorico per cui si riduce una critica puntuale ad un no a prescindere, sfuggendo al confronto di merito.

Una domanda sorge spontanea, perché si vuole procedere con tutte le aree F mentre basterebbe, preso atto delle problematicità di alcune, stralciarle per valutare le alternative e gli impatti all’interno di una variante del PSC?

Da tempo affermiamo che la fase dell’espansione urbana è da considerarsi finita insieme alla domanda di case in proprietà. I bisogni dei giovani oggi sono cambiati, abbiamo una generazione di precari e di occupati saltuari, che non può accedere al mercato dei mutui. Il problema per loro non è la casa in proprietà ma l’affitto, condizione indispensabile per costruirsi una famiglia o per uscire da quella dei genitori.  I giovani possono investire a Modena per il proprio futuro, solo se il mercato dell’affitto sarà in grado di dare risposte adeguate ed economicamente sostenibili.

Per questo chiediamo che ai PEEP sia affiancata una seria politica di sostegno dell’affitto, con forme nuove di housing sociale che devono coinvolgere risorse pubbliche, disponibilità di terreni, maggior competizione tra le imprese e una rinnovata attenzione ai costi di costruzione, da contenere il più possibile.

E’ un peccato che la mancata disponibilità al confronto non permetta di valorizzare il buono che questa città ha fatto. Il nuovo scalo merci, il recupero della fascia ferroviaria, lo spostamento della linea storica sono il frutto di scelte politiche fatte oltre dieci anni fa, a cui molti di noi hanno partecipato attivamente. Faremo di tutto perché anche le scelte di oggi ne siano all’altezza.

Rintanati in un salotto?

Così ci descrive, con la solita classe, l'assessore Sitta. Rintanati in un salotto. Questo perché secondo lui l'altra sera alla Palazzina Pucci non eravamo presenti. L'assessore può stare tranquillo, siamo in tanti, e anche se lui non lo sa, negli incontri qualcuno di noi c'è sempre.

Invece dei soliti insulti l'assessore ci potrebbe spiegare perché vuole costruire sui pozzi di Modena, dove pensa di prelevare l'acqua da bere per i modenesi e sulla base di quali studi e ricerche può motivare le sue proposte?

In un confronto reale su questi argomenti saremmo ancora di più.